
L’8 aprile 2025 ho pubblicato La Ballata del Nebula Noctis.
Credevo che il difficile fosse già alle spalle: molti giorni e notti di scrittura rubati alla mia vita, correzioni, revisioni infinite. Credevo che la parte più lunga fosse arrivare all’ultima pagina.
Non avevo capito che il vero viaggio cominciava dopo.
Un viaggio a vista, senza mappe e senza coordinate chiare.
All’inizio c’è stata l’emozione. Poi il silenzio. Quel tipo di silenzio che non è cattiveria, ma indifferenza. Le persone attorno, anche quelle vicine, non osavano nemmeno chiedere “di cosa parla”. Qualcuno lasciava un like distratto sotto ai post — like di cortesia, come un sorriso veloce a uno sconosciuto per strada — ma pochi andavano oltre.
Poche recensioni, nonostante gli acquisti. Poche parole vere.
Molta attesa, spesso insoddisfatta…
La verità è che il rumore che immaginavo sarebbe arrivato, non è mai esploso. Il mare intorno è rimasto calmo. E silenzioso.
Tranne in un angolo: la mia piccola community su Twitch, che resta accanto come una lanterna sempre accesa. Loro leggono, commentano, camminano insieme a me, anche senza bisogno di grandi gesti.
Promuovere il libro mi pesa più di quanto pensassi. A volte mi vergogno a “fare spam”, anche se dentro di me so di aver costruito qualcosa di bello. Forse la vergogna nasce dal desiderio di essere riconosciuta senza dover chiedere attenzione. Forse nasce dalla paura di disturbare.
Ma anche questo fa parte del viaggio. Navigare non solo quando il mare è calmo, ma soprattutto quando sembra che nessuno si accorga della tua rotta.
Non importa se il mondo non ascolta.
Non importa se i venti sono deboli e le onde immobili.
Il Nebula Noctis naviga comunque.
Io scrivo comunque.
Perché chi smette di lanciare sogni nell’oceano ha già perso.
E io non ho intenzione di perdere.
– Iulia / EnigMind Girl, sul ponte del Nebula Noctis, anche se la costa è lontana
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